Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati

Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati

mercoledì 20 giugno 2012

Altro governo, stessi respingimenti

http://www.meltingpot.org/articolo17884.html

Di fatto, dal governo Berlusconi al governo tecnico non cambia nulla parlando di respingimenti. E nemmeno in fatto di politiche di immigrazione/integrazione.
Proprio di respingimenti si parlerà stasera a Fermo, cinema Sala degli Artisti, alle 21.30. Proiezione del film "Mare chiuso" di Andrea Segre e Stefano Liberti. Interventi del prof. Gennaro Carotenuto e Alessandro Fulimeni. Partecipate!!!


In prigione per Skype

http://punto-informatico.it/3542458/PI/News/etiopia-prigione-voip.aspx

Ethio Telecom, monopolista del mercato etipoe, settore telefonia, sbarra la strada in accordo con il governo alle applicazioni Voip. La pena? Quindici anni di carcere. Per non farsi mancare nulla, la Ethio Telecom oscura e censura i siti web a lei non graditi.

mercoledì 13 giugno 2012

Mai Più Respinti!


20 giugno, Giornata Mondiale del Rifugiato, proiezioni in tutta Italia di “Mare Chiuso”



Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato.
ZaLab, in collaborazione con Open Society Foundations e Amnesty International Italia chiede che il 20 giugno diventi quest'anno il giorno in cui l'Italia si impegna ufficialmente a non fare MAI PIU' RESPINGIMENTI.


Come il nostro film Mare Chiuso racconta, tra il 2009 e il 2010, in seguito del trattato di amicizia Italia-Libia del 2008 e in applicazione degli accordi tecnici del 2007, centinaia di migranti in fuga dalle coste del Nordafrica sono stati respinti senza essere identificati né avere accesso alla procedura di asilo. Molti di essi erano richiedenti asilo, fuggiti da persecuzioni e guerre. Sono stati rimandati in Libia dove sono stati imprigionati, torturati e deportati dalla polizia di Gheddafi.

Il 23 febbraio 2012 l'Italia è stata condannata per aver eseguito queste operazioni, ma ad oggi il Governo Italiano non si è ancora ufficialmente impegnato a non eseguire mai più respingimenti e troppa parte dell'opinione pubblica è ancora convinta della necessità o addirittura del successo di quelle pratiche.

Per questo lanciamo oggi la campagna MAI PIU' RESPINTI, chiedendo alla società italiana di organizzare il 20 giugno proiezioni di MARE CHIUSO nelle piazze, nei cinema, nelle scuole, nelle università, nei teatri, nelle televisioni locali e nazionali.

IL SERVIZIO SPRAR DI PORTO SAN GIORGIO ADERISCE A QUESTA INIZIATIVA E DA' APPUNTAMENTO A TUTTI MERCOLEDI' 20 GIUGNO AL CINEMA "SALA DEGLI ARTISTI" DI FERMO ALLE ORE 21.30

giovedì 7 giugno 2012

L'accoglienza dello SPRAR al di là dell'emergenza



In occasione della giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno, il servizio SPRAR di Porto San Giorgio, gestito dalla Cooperativa Sociale Nuova Ricerca Agenzia Res di Magliano di Tenna, organizza al cinema “Sala degli artisti” di Fermo, la proiezione del film documentario “Mare chiuso” di Andrea Segre e Stefano Liberti. Crediamo sia un appuntamento importante per riflettere sulle condizioni che devono affrontare i migranti forzati nell’intraprendere viaggi pieni di insidie e sulle politiche di accoglienza che caratterizzano il nostro territorio. Dopo l’esperienza dello scorso anno, nel quale abbiamo organizzato per la giornata mondiale del rifugiato una festa di tipo aggregativo (a carattere culinario e musicale), quest’anno abbiamo deciso di trascorrere la giornata mondiale del rifugiato in un modo diverso, più riflessivo e magari meno spensierato perché sentiamo il bisogno di condividere insieme alla cittadinanza un mondo che spesso non viene raccontato o lo si racconta in modo mediato e poco aderente alla realtà. Il nostro lavoro nell’accoglienza e nell’integrazione socio-economica nel territorio parte proprio dal trauma della migrazione e deve necessariamente considerare il vissuto di chi viene accolto. Invitiamo dunque tutta la cittadinanza a partecipare mercoledì 20 giugno alla “Sala degli artisti” di Fermo. Vi aspettiamo.

Programma della serata - mercoledì 20 giugno 2012:

ore 21.30: presentazione del film documentario con intervento del professor Gennaro Carotenuto, docente di Storia del giornalismo e Storia contemporanea presso l’università di Macerata e Alessandro Fulimeni (coordinatore del servizio SPRAR di Porto San Giorgio)

ore 22.00: proiezione

Seguiranno interventi e testimonianze.

Ingresso 5 .

martedì 3 aprile 2012

Libia, ieri e oggi

Interessante puntata di Presadiretta andata in onda ieri, 2 aprile. In coda, mini presentazione di Mare chiuso, documentario di Andrea Segre e Stefano Liberti.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-04-02&ch=3&v=117283&vd=2012-04-02&vc=3

lunedì 2 aprile 2012

Comunicato Stampa ANCI

Diffondiamo la dichiarazione di Flavio Zanonato, sindaco di Padova, rispetto all'allargamento del sistema di protezione nazionale.

IMMIGRAZIONE - ZANONATO, NECESSARIO CONFRONTO CON GOVERNO SU RIPRESA SBARCHI
[29-03-2012]
 "La ripresa degli sbarchi a cui stiamo assistendo in questi giorni è l’evidente segnale dell’avvio di una nuova stagione di intensificazione degli arrivi di migranti, e come ANCI esprimiamo preoccupazione per la situazione che si va delineando, le cui conseguenze avranno ricadute di estrema criticità organizzativa e di sostenibilità economica soprattutto sui Comuni". Lo afferma Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e responsabile ANCI per le questioni legate alle sicurezza urbana. "Per questo - aggiunge - chiediamo certezza sulle risorse e sui modelli organizzativi sia per l'accoglienza tuttora in atto sia su quella che prepotentemente sembra affacciarsi".
Zanonato ricorda che I Comuni, attraverso lo SPRAR - “Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati” - contribuiscono ormai da dieci anni al sistema di accoglienza con una rete di progetti di accoglienza integrata, distribuita in modo capillare ed omogeneo sull’intero territorio nazionale, ed hanno già saputo rispondere sia all’emergenza attuale che a quelle passate legate a flussi di eccezionale intensità.
"Attraverso l’ampliamento della rete SPRAR ed al rifinanziamento del Programma minori Stranieri non accompagnati- sottolinea- riteniamo si possa dare risposta alle esigenze di accoglienza e presa in carico delle persone, rafforzando le misure finalizzate all’integrazione e all’inclusione sociale sui territori".
"Ricordiamo infine - conclude - che i costi del Sistema di Protezione sono nettamente più contenuti e il rapporto tra costi e benefici non è paragonabile con alcuna altra misura di accoglienza prevista, per l’impatto sul welfare, per la prevenzione delle forme di emarginazione e devianza, nonché di ottimizzazione delle risorse messe in campo. E su questi temi l’Ufficio di Presidenza ANCI ha approvato oggi un ordine del giorno nel quale si chiede un incontro al Presidente del Consiglio dei Ministri per avviare una discussione al fine di concordare insieme un’adeguata soluzione sia sul piano organizzativo che finanziario".

martedì 28 febbraio 2012

Emergenza continua

All'interno della c.d. "emergenza migranti Nord Africa" che il nostro servizio gestisce, tra gli altri progetti, dal giugno 2011, su mandato della protezione civile e della regione Marche, postiamo l'appello diffuso dal Tavolo Nazionale Asilo. Tale appello è coordinato dalla delegazione dell'UNHCR e da enti locali aderenti alla rete Sprar nazionale e rivolto al Governo italiano. La nostra adesione è completa; ci auguriamo una risposta in tempi brevi per superare l'emergenza in direzione dell'integrazione.



Appello al Governo Italiano e alle Autorità competenti in materia di asilo

Le organizzazioni sottoscritte, partecipanti al “Tavolo Nazionale Asilo” coordinato dalla

Delegazione dell’UNHCR, nonché alcuni enti locali ed enti di tutela facenti parte della rete SPRAR,

si appellano al Governo e alle altre autorità competenti affinché si trovino al più presto delle

soluzioni per la sorte dei migranti, richiedenti asilo e rifugiati giunti in Italia nel 2011 a causa dei

conflitti in Nord Africa e soprattutto in Libia.

L'Italia si è trovata di fronte ad una situazione particolare, non contemplata dalla normativa

internazionale e comunitaria: migliaia di persone provenienti da molti Paesi dell’Africa e dell’Asia,

sono stati costretti a fuggire dalla Libia a causa del conflitto bellico, da varie forme di violenza e

persecuzione, esercitate da ambedue le parti coinvolte nel conflitto, in particolare nei confronti delle

persone provenienti dall’Africa subsahariana.

Molte delle persone fuggite dalla Libia e giunte in Italia - che possiamo definire “profughi” in

ragione della loro peculiare condizione - hanno lavorato per anni in Libia o sono nate nel paese

senza ottenerne la cittadinanza e molti, peraltro, vorrebbero tornare in Libia, non appena si

ristabilizzino condizioni di sicurezza, per riprendere i loro risparmi depositati presso le banche

libiche e/o per riprendere a lavorare presso le società o i datori di lavoro libici dove lavoravano

prima dell'inizio del conflitto. Va inoltre notato che in tanti sono stati incanalati nel percorso della

domanda di protezione internazionale, spesso senza aver ricevuto un adeguata informazione sulle

implicazioni e sui possibili esiti della procedura di asilo ed ospitati in strutture non sempre

adeguate..

Alla luce di quanto sopra espresso appare necessario trovare delle soluzioni eque e ragionevoli che

tutelino il particolare bisogno di protezione di coloro che sono fuggiti dal conflitto libico evitando

situazioni di irregolarità e di disagio sociale che potrebbero avere ripercussioni sulla società nel suo

complesso, anzi favorendo un processo più rapido, incisivo ed economico di integrazione dei

profughi.

L’alto numero di decisioni negative riguardanti le loro domande di protezione internazionale rischia

di generare una vera e propria ulteriore emergenza. V'è infatti il concreto rischio che un

elevatissimo numero di ricorsi, condizione necessaria per rimanere nei centri di accoglienza, rischia

di mettere in crisi la procedura di tutela del diritto d’asilo in sede giurisdizionale con gravi ricadute

generali sull'intero sistema asilo.

Alla luce di quanto sopra, appare necessario trovare soluzioni eque e ragionevoli che tutelino in

modo adeguato i bisogni di protezione e di assistenza di coloro che sono fuggiti dal conflitto in

Libia, evitando di generare estese situazioni di irregolarità e di disagio sociale con gravi

ripercussioni sulla società nel suo complesso.

In tale ottica le scriventi organizzazioni desiderano portare all’attenzione delle competenti autorità

le seguenti considerazioni.

1. Una più ampia attuazione delle norme vigenti in materia di protezione umanitaria riconosciuta a

seguito dell’esame individuale delle domande di asilo, ai sensi del combinato disposto dell’art. 32

del d.lgs 25/08, dell’articolo 5, commi 6 e 9, e dell’articolo 19, comma 1, del D.Lgs 286/98

potrebbe permettere di fornire protezione alla maggior parte delle situazioni in cui versano i

richiedenti asilo che sono giunti in Italia a seguito del conflitto in Libia. Nell'esame delle domande

si potrebbe infatti adeguatamente valutate le circostanze nelle quali è avvenuta la fuga, le

discriminazioni, le violenze e i traumi ivi subiti prima e durante il conflitto, le complessive

circostanze personali e sociali dei singoli richiedenti, l’eventuale condizione di vulnerabilità psicofisica,

l’età, la permanenza o meno di legami con il paese di origine e la effettiva possibilità di farvi

rientro in condizioni di sicurezza, anche considerando come siano frequenti le situazioni nelle quali

l’originario allontanamento del richiedente dal paese di origine è da connettersi a fatti risalenti nel

tempo.

2. Appare inoltre opportuno che il Presidente del Consiglio dei Ministri, valuti la possibilità di

emanare, ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs 286/98, uno specifico decreto per prevedere la concessione

di protezione temporanea, con conseguente rilascio di un permesso di soggiorno di validità almeno

semestrale, in favore di tutti i cittadini stranieri non libici giunti dalla Libia, che tuttavia non hanno

ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale né la protezione umanitaria ex articolo 32

terzo comma del d.lgs. 25/2008. Va infatti considerato che si tratta anche in questi casi di persone

che hanno dovuto abbandonare forzatamente il luogo dove stabilmente vivevano, a causa del

conflitto, perdendo tutti i loro averi e vivendo una situazione altamente traumatica. Si ritiene

pertanto che a detti cittadini stranieri debba essere data la possibilità di rimanere in Italia per un

ulteriore periodo. Si ritiene che il presupposto umanitario che ha portato all’ordinanza del

Presidente del Consiglio sullo stato di emergenza, poi prorogato per tutto l’anno 2012 , che ha

garantito accoglienza per molti mesi ai profughi, debba ancora essere riconosciuto giacché la

situazione in Libia , pure a conflitto concluso, presenta chiari elementi di instabilità e che esiste

peranto la necessità che i profughi possano disporre di un ulteriore periodo di regolare soggiorno in

Italia al fine di per permettere loro di aspettare fino ad un eventuale un rientro volontario in Libia,

opzione da molti di loro auspicata, ovvero di optare per un rientro nel paese di origine oppure

convertire, ove ricorrano le condizioni previste dalla legge, il loro permesso di soggiorno per

protezione temporanea in un permesso ad altro titolo .

L'adozione delle misure qui auspicate implica la revoca dei provvedimenti di espulsione e la

cessazione di eventuali provvedimenti coattivi adottati nei riguardi di profughi cui sia stata rigettata

la domanda di asilo senza riconoscimento di alcuna forma di protezione. In tal senso è utile

sottolineare che in molte realtà della rete d’accoglienza coordinata dalla Protezione Civile, le

comunità locali si sono attivate per costruire percorsi di inclusione sociale impegnando risorse dello

Stato. Interrompere queste esperienze apparirebbe poco coerente con quanto dichiarato dai

rappresentanti dell’amministrazione pubblica all’inizio delle operazioni di distribuzione dei

profughi sul territorio nazionale.

3. Al fine di dare concretezza a quanto indicato al punto 2, andrebbe considerato, quando la

situazione in Libia sarà sufficientemente stabile e sicura, l’istituzione di un programma di ritorno

volontario assistito in Libia attraverso accordi con il Governo transitorio libico per l’attivazione di

tale programma e sulla base di garanzie per il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori

migranti in Libia.

Contemporaneamente l’attuale programma di rimpatrio volontario assistito andrebbe modificato

assicurando un sostegno socio-economico significativo, prevedendo un sostanziale supporto alla

reintegrazione nel paese di origine.

4. È necessario intervenire al più presto per programmare una progressiva chiusura delle esperienze

di accoglienza della rete di Protezione Civile ospitate in strutture inadeguate, dando accoglienza alle

persone in progetti con standard simili a quelli dello SPRAR. Contestualmente è necessario avviare

l’inserimento dei progetti che già oggi hanno standard adeguati nella rete SPRAR, dislocando in

quest’ultimo sistema le risorse necessarie e di rafforzare il percorso che porti velocemente ad un

allargamento e ad una riforma della rete SPRAR in modo da rendere la rete d’accoglienza adeguata

alle necessità del nostro Paese. In tal modo si eviterebbe, peraltro, che dalla prossima primavera si

riproduca una situazione di emergenza ingiustificata e legata all’inadeguatezza dell’intervento dello

Stato più che dalla condizione oggettiva degli arrivi di richiedenti asilo.

5. Appare inoltre utile considerare l’adozione di misure particolari volte a facilitare l’avviamento

del processo di integrazione di coloro ai quali è stata riconosciuta una forma di protezione

internazionale.

6. Si richiama infine la necessità che in frontiera e nelle zone degli sbarchi venga sempre garantito

l'accesso alla procedura di asilo in conformità alla normativa vigente, ponendo particolare

attenzione a tutte le persone provenienti dalla Libia, dall'Egitto e dalla Siria e assicurino che gli

stranieri siano adeguatamente informati sulla possibilità di chiedere asilo e sulla procedura stessa. A tal fine deve essere garantita la possibilità agli organismi internazionali e alle associazioni di tutela di entrare in contatto con queste persone e di fornire loro adeguata assistenza e tutela.



Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)